Di evento in evento nel Varesotto

Domenica 15 maggio 2016
Il mio primo resoconto del 2016 è dedicato a un evento iniziato la domenica mattina a Varese davanti ad una pasticceria.
Arrivo per primo raggiunto da Ale, Marinella, Ivan e Federica. Parcheggiati i mezzi, diamo inizio alla colazione.
Il tempo necessario e si parte alla volta della meta prevista: l’osservatorio astronomico G.V.Schiapparelli, fondato nel 1956 da Salvatore Furia e dedicato all’astronomo piemontese.
Il percorso che ci porta all’osservatorio è facile e seguendo le indicazioni per Sacromonte – Campo dei Fiori arriviamo in un grande piazzale. Parcheggiamo moto e scooter e ci aggreghiamo ad un gruppo, guidati da un giovane laureato in astronomia.
La strada si snoda per circa 1000 metri e attraverso 11 pannelli ci vengono illustrati i pianeti del sistema solare.
Durante la visita, fra spiegazioni, immagini, testi in italiano e in inglese, rispolveriamo una materia rimasta sui banchi di scuola tanti anni fa.
Pianeta dopo pianeta, attraverso curiosità ed infinite caratteristiche che descrivono il meraviglioso spazio, giungiamo al punto di arrivo segnato dal sole, sulla cima della montagna dove sorge l’osservatorio.
Il percorso è usufruibile anche ai non vedenti (i testi sono anche in braille).
Il tema è di indubbio interesse e subito veniamo catturati dalle spiegazioni molto dettagliate dell’esperto.
Affascinante è stato l’ammirare le tre enormi cupole, ma ancor di più i telescopi all’interno,  in grado di svolgere continuamente ricerche sia di astrometria (monitoraggio continuo di asteroidi, comete e nuove stelle) , sia di valutazioni di nuovi pianeti e galassie, scoperti in passato e sempre in fase di studio.
Incuriositi, ci incamminiamo verso il primo telescopio e dopo una breve attesa, sotto una vigile e costante attenzione di un addetto, possiamo ammirare in tutto il suo splendore l’immensa palla infuocata: il sole, fonte di studio, insieme all’infinito stesso, di scienziati più o meno famosi, che hanno dedicato la loro vita per segnare la storia con le loro verità.   
Mi ha colpito l’inventiva di giovani studenti che con spago e palline, ridisegnando le distanze, hanno ricreato il sistema solare, come con un semplice telo nero  hanno simulato la forza di gravità.
Alla fine di questa esperienza, posso dire con fermezza e soprattutto con gioia che ne è valsa davvero la pena.
Non finisce qui: diretti al Comune di Gemonio, raggiunti da Maurizio, non poteva di certo mancare la sosta gastronomica. 
Davanti ad un risotto di fragole e asparagi, condividiamo le nostre impressioni ed emozioni di tutta l’intera giornata trascorsa.
Posso concludere che un’altra splendida giornata in compagnia degli amici sadvini si può aggiungere al nostro modo di essere e modo di viaggiare sempre insieme.
Carlo

Visita alla diga del Panperduto

14 maggio 2016

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Castelli e Paesi delle colline Piemontesi

24-25 aprile 2016

Weekend nel Monfferato

 

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Triangolo Lariano

10 aprile 2016

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Sfida al Bocciodromo

09/04/16

 

Prima sfida a bocce di SADV al bocciodromo di Cairate

 

Sfida Bowling 2016

03 marzo 2016

Castello di Bardi e Colli Piacentini

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…. Passione e Desiderio …….. è la risposta alla domanda che mi sono posto: “ma chi me lo fa fare di alzarmi alla domenica mattina allo stesso orario in cui mi alzo tutti gli altri giorni della settimana, per affrontare un’uscita in moto con un cielo così plumbeo, con una temperatura di 11 gradi e con le previsioni del tempo che dicono che, come gran parte delle giornate precedenti, oggi non mancheranno abbondanti scrosci di acqua?”
Passione per le due ruote, condivisa pienamente dalla mia zavorrina Mary e da un gruppo di fantastici amici, Desiderio di affrontare comunque la mia prima uscita stagionale rimandata fino a quel momento, Desiderio di condividere una nuova avventura con gli amici di sempre e Desiderio di fare conoscenza di nuovi amici che parteciperanno a questa uscita.
Così domenica mattina ore 6,45 suona la sveglia, la moto è già stata preparata nel pomeriggio di sabato, basta togliere la copertina e preparato il necessario per il pranzo al sacco, caricato lo zaino, finalmente si parte e il cielo grigio come oramai da tempo fa da spettatore.
Se tutto funzionerà a dovere dovremmo riuscire a fare una visita al Castello di Bardi, un giro tra le magnifiche colline tra Piacenza e Parma ed una puntatina alla fortezza di Vigoleno….. come vedremo poi anche se non proprio tutto andrà per il verso giusto riusciremo nel nostro intento.
Una volta partiti tocchiamo i vari punti di ritrovo, ove cavalieri e madamigelle costituiranno man mano il nutrito drappello che si accingerà alla conquista degli ambiti manieri.
Al primo punto di ritrovo ecco sopraggiungere poco innanzi a noi Sir Ivan e madamigella Federica che subito si intrattengono con Sir Paolo e madamigella Rosina, Pardon Roberta, giunti sul posto credo già nella tarda serata di sabato, dopo i convenevoli di rito ci rimettiamo in marcia e lungo la strada troviamo ad attenderci Sir Roberto e madamigella calabresella Ketty, poco più avanti sostiamo di nuovo ed ecco apparire all’orizzonte due meravigliose cavalcature, l’una condotta da Sir. Bramba che reca con se, dopo averla rapita dall’attenzione dei suoi pargoli madamigella Elena e l’altra domata da quel condottiero di Sir. IlMario detto anche sciupafemmine.
Non ci resta quindi che rimontare in sella e di gran carriera partire alla volta del ducato di Parma e Piacenza, giunti nei pressi di Castell’Arquato e d’obbligo una nuova sosta presso un punto di ristoro ove presto ci raggiungeranno messer Ferlo, che di li a poco verrà insignito sul campo del titolo di cavaliere in forza della ostentata padronanza del territorio in cui ci addentreremo e della maestria con la quale dimostrerà di saper condurre il suo destriero, nonchè Sir Dile che non ricordo ora a quale nobile casato dica di appartenere.
Presso tale punto di ristoro cavalier IlMario non manca di dare sfoggio della sua conoscenza sulle più moderne modalità di approvvigionamento delle povere bestie da soma che trascinano dietro di se i carri di alcuni viandanti sopraggiunti nel frattempo, così come al successivo punto di ristoro trovato da lì a poco come occasionale riparo dalla prima pioggerellina che fa capolino, non mancherà di far sfoggio delle sua cavalieresche capacità una gentile pulzella anch’essa in difficoltà nelle operazioni di abbeveramento del suo ormai malandato ronzino; Sir Ivan viene chiamato in causa per il disbrigo delle faccende di più basso livello a lui delegate furbescamente dal sopra nominato cavalier IlMario.
Finalmente giungiamo nei pressi delle mura di Castell’Arquato ma un po’ la pioggia che sembra essersi affezionata al nostro drappello, un po’ la presenza delle bancarelle degli artigiani locali e degli armigeri schierati a protezione del luogo, non riusciamo a varcare le porte d’ingresso e girovagando (ops. questo verbo mi è stato censurato) nel cercare di aggirare le mura approdiamo inaspettatamente, ma guidati dal nostro solleticato olfatto, in un invitante loco di ristoro ove il locale panettiere ha sfornato prelibatezze dolci e salate di ogni tipo …. come non approfittarne …….
Dopo esserci dati il contegno che più si appropria ad una compagnia del nostro rango e aver dato la giusta soddisfazione a coloro i quali esponevano i prodotti del loro ingegno o del loro più umile lavoro di contadini, allevatori, formaggiai, ecc. decidiamo di riprendere le cavalcature e partire una volta per tutte alla volta del Castello di Bardi.
Una volta giunti in loco apprendiamo che di lì a poco si svolgerà un corteo, forse che abbiamo compreso che nulla ci potrà resistere e che vogliano rendere omaggio alle nostre nobili figure?
Fatto sta che il rincorrere di tale notizia rende nervoso il mio destriero che già pronto per essere legato alla staccionata, mi sbalza di sella fortunatamente senza conseguenza alcuna per entrambi.
Già ora viene la parte più difficile, come conquistare un castello dalle così alte mura……. dare battaglia con un deciso attacco frontale non sembra possa essere la soluzione migliore……
Il consiglio dei cavalieri, memori delle gesta di Ulisse alla conquista di Troia (non sappiamo se fosse amica sua ma sicuramente amica di molti altri), decidiamo di agire d’astuzia mescolandoci al “popolino”, fingendo così interesse per una innocente visita al castello.
Celiamo quindi le nostre armature e nascondiamo le nostre armi e ci intrufoliamo in mezzo alla folla, per mostrare il nostro finto interesse alla visita del castello contrattiamo anche la gabella da pagare per accedere.
Superata quindi qualche prima difficoltà finalmente ci conducono all’interno del castello e chi ci guida ingenuamente ci rileva tutti i segreti dello stesso del quale faremo tesoro.
Ad un certo punto però forse sospettando qualcosa, cercano di intimidirci narrandoci delle gesta del capitano delle guardie Moroello e della sua appassionante storia d’amore con la bella Soleste, una dama che pare avesse ammaliato il capitano con la sua fluente chioma rossa.
Insistendo per creare in noi lo sgomento e forse per dissuadere i malintenzionati, ci giurano che il fantasma di Moroello si aggira ancora tra le mura e qualcuno afferma anche di essere riuscito a ritrarlo, cosa invece impossibile per il fantasma della bella Soleste dai capelli rossi ……. mi ricorda qualcuno ma chi ora non mi sovviene …..
Noi però non ci lasciamo impressionare ed ora che gli armigeri del castello hanno allentato la guardia decidiamo che è giunta l’ora di sferrare l’attacco ed assediare il castello.
Recuperiamo quindi il nostro armamento celato abilmente tra il nostro bagaglio di viandanti, sfoderiamo quindi le nostre spade (cavaturaccioli, coltelli, forchette e cucchiai) e in un battibaleno senza trovare troppa resistenza conquistiamo i principeschi deschi e con colpi di fette di salame, panini imbottiti, patatine, toast ed altre prelibatezze pieghiamo il nemico al nostro volere, ma ancora prima che se ne accorgano infieriamo ancora a colpi di barbera, chiaretto di bardolino e lambrusco….. poi il colpo di grazia con baci di dama anche nella versione al cioccolato, ventaglietti ed altro ancora che però la cruenza della vigorosa battaglia mi ha fatto dimenticare.
Soddisfatti quindi delle nostre gesta decidiamo di investirci del meritato premio di un buon caffè gentilmente offerto da Sir IlDile che deve aver tratto molta soddisfazione dai colpi inferti nella recente battaglia.
Ceduto il comando delle operazioni a Sir Ivan decidiamo di partire alla volta del nostro prossimo obiettivo: la fortezza di Vigoleno.
I destrieri di Sir Ivan e di Sir IlMario mostrano subito chiari segni di bizarria, il primo ci guida attraverso bucolici percorsi (aveva lasciato impostata l’opzione “camporella” nel Tom Tom, il secondo in occasione dei curvoni più impegnativi sembra disinteressarsi dell’acciottolato sul quale galoppa cercando di brucare la fresca erbetta.
Il paesaggio però questa volta ci avvolge in mille saliscendi contornati da campi di grano e papaveri, borghi posti sulla sommità dei colli ed anche fortezze di minore importanza e che quindi sfuggono alla bramosia del nostro insaziabile desiderio di conquista.
Giungiamo oramai affaticati ma nel contempo temprati in vista della fortezza di Vigoleno che si mostra subito nella sua bellezza e nella sua maestosa forma e dimensione.
Anche qui con grande fortuna troviamo una porta della fortezza aperta grazie ad alcuni festeggiamenti in corso ecco infatti arrivare sul suo focoso destriero bianco di razza Toyota il principe azzurro e la sua principessa da lì a poco unitisi in matrimonio.
Ne approfittiamo ancora una volta e seguiamo il corteo degli invitati (veramente noi cavalieri seguiamo più che altro le invitate che sfoggiano meravigliosi abiti medioevali (forse mini-evali) ed interessanti calzature con tacchi molto alti sicuramente inadatti all’uso delle nostre cavalcature).
In questa occasione Sir IlMario non manca di fare sfoggio delle sue arti amatorie conquistando niente po’ po’ di meno che la nonna ottantaduenne della sposa.
Dopo aver effettuato un’attenta ricognizione del perimetro interno delle mura e valutato la fortificazione della torre, realizziamo che la nostra giornata sta per volgere al termine e decidiamo quindi di rimandare l’assalto alla fortezza in occasione di prossime cavalieresche gesta.
Prima di fare ritorno ciascuno al proprio feudo qualcuno si rifocilla nella vicina taverna, altri ne approfittano per un assaggio di vin santo presso un invitante cantina.
E’ ora giunto il momento dei saluti, il consesso di dame e cavalieri si scioglie con il solenne giuramento di ritrovarsi quanto prima per una nuova avventura ……
Non per tutti però l’avventura di questa giornata è finita, i meno fortunati che dovranno raggiungere le regioni più a Nord per fare ritorno ai loro possedimenti, si troveranno a dover lottare con le intemperie …… ah! cosa tocca fare per meritarsi il nobile titolo di cavaliere!
Chiedo venia ai lettori la prossima volta giuro: sarò breve!
Alessandro

A zonzo per castelli – Pandino e Soncino

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Ragazzi mi tocca …. giustamente alla mia prima uscita stagionale mi tocca …. il resoconto dell’uscita di domenica 02 marzo 2008: meta le località di Pandino e Soncino vicino Crema ed i loro favolosi Castelli, non fraintendetemi la cosa non mi pesa anzi mi fa piacere!
La mia prima uscita stagionale è tutto l’inverno che aspetto di rimontare in sella alla mia mitica BMW, di ripercorrere le strade d’Italia e d’Europa insieme agli amici di SADV e finalmente il momento è arrivato con note buone e meno buone, quella meno buona è che dovrò rinunciare alla compagnia della mia zavorrina colpita da un pestifero virus intestinale …..peccato.
Però la vista degli amici che mi aspettano al solito distributore appena fuori dell’uscita autostradale di Busto Arsizio mi rincuora così come l’ottima situazione climatica che ci accompagnerà per tutta la giornata……. e già Fede & Ivan, Paolo & Roberta sono già lì ed appena mi intravedono si prodigano in saluti, a questo punto dopo aver sentito telefonicamente Andy & Vania che sono leggermente in ritardo decidiamo di imboccare l’autostrada ed attenderli all’autogrill di Lainate dove ci fermiamo volentieri anche per consumare un caffè.
Si riparte alla volta di Sesto S. Giovanni dove usciti dall’autostrada troviamo Moreno, che ha proposto le mete di questa giornata, ed i nuovi amici Giamba e Silvia, dopo i convenevoli di rito …… si parte.
Arriviamo a Pandino e posteggiate le due ruote nel piazzale antistante il Castello Visconteo (deturpato per l’occasione dai carrozzoni di un Luna Park) procediamo per il Castello e con un colpo di … fortuna troviamo la guida che sta per iniziare un nuova visita.
Ivana questo è il nome della brillante “volontaria” che ci accompagna per le stanze del Castello e che con grande spirito e padronanza ci illustra la storia del Castello e dei Signorotti che vi si sono succeduti, molto interessante!
Nota caratteristica al piano terreno il Castello ospita la “Scuola Casearia”, ma sì proprio quella che serve per confezionare formaggi e latticini vari e sembra che sia rinomata anche a livello internazionale (lo studente che viene da più lontano giunge addirittura dall’Uruguay).
Comunque la visita al Castello si rivela molto interessante anche per le capacità comunicative della nostra guida e la struttura del Castello è veramente bella, così come belli sono gli affreschi che ricoprono ogni parete da pavimento a soffitto e mi sembra anche un po’ di rivivere all’epoca delle guerre tra il Ducato di Milano e la “superpotenza” di Venezia o l’invasione da parte degli spagnoli, ma forse …. è colpa della fame vista l’ora che si è fatta!
Chiediamo allora indicazioni ad Ivana: dove potemo magna?
Semplice (dopo apposita telefonata) raggiungiamo a piedi il ristorante locale, mi pare si chiami “Leon d’oro” o qualcosa di simile. Consumiamo un pasto frugale: affettati misti con cipolline in agrodolce (favolose) e piatto misto di carne di maiale al forno con uno stupendo intingolo e polenta.
Nel frattempo si uniscono a noi, Roby & Ketty e Walter & Nadia e dopo un caffè siamo pronti a ripartire alla volta di Soncino.
Splendida cittadina murata che ospita uno spettacolare castello che ovviamente non possiamo fare a meno di visitare scattando una serie innumerevole di fotografie.
Ma la sorpresa della giornata deve ancora arrivare: la visita alla “Casa degli Stampatori” dove una giovane ragazza ci illustra un po’ della storia di Soncino e quella della “Casa” una volta banco dei pegni gestito dagli ebrei.
Il racconto scende anche in particolari legati alla tecnica di stampa dell’epoca e qui il nostro Paolo si esibisce nella stampa della “Prima Pagina della Creazione” della Bibbia sotto la guida esperta di un simpatico personaggio e ONE ……… e TWO …… e TRHEE ……. e FOUR e qui gente c’è qualcuno che rivedendo il filmato di quel momento fà ancora la pozza sotto di lei (ops ho detto lei!).
La giornata volge al termine ed allora via verso la strada del ritorno a casa con qualche tappa intermedia per salutare chi via via seguirà un itinerario diverso.
Questa resterà un’altra avventura di SADV da annotare nei nostri calendari e nei nostri cuori….. già i nostri cuori che purtroppo in queste ore hanno appreso la triste notizia dell’improvvisa scomparsa del nostro carissimo amico Terry che anche in questa giornata involontariamente è stato menzionato ad ogni ripartenza per il suo mitico invito: ….. IN SELLA!
…. ed in sella resterai sempre con noi! CIAO TERRY!

Alex


 

Stresa, Mottarone, Ghiffa

Davvero particolare questa prima uscita 2008 di Scooter Adventure, oserei dire “a misura d’uomo”, libera, coinvolgente e ricca di sorprese.
L’orario di partenza è fissato alle 11.00 al distributore API di Busto A. e puntuali, con l’aiuto di qualche stratagemma (vero coscritto?), ci ritroviamo con Paolo e Roberta, Luciano e Vittoria, Moreno e il suo nuovo fiammante Silver Wing e infine Renato in sella al suo nuovo, ma pressoché identico al precedente, Malagutti Madison.
Euforici di intraprendere questa prima avventura dell’anno, partiamo alla volta di Somma Lombardo dove raggiungiamo Big e Laura sul nuovo e tanto atteso Spider Max e, a sorpresa, la coppia Alessandro e Cristina (il cognato e la sorella di Laura) su un verdissimo e bellissimo Kawasaki Ninja (perdonate questa mia debolezza!) che ci accompagna con un tranquillo, ma sempre delizioso, rombo fino ad Arona city dove invece il nostro gruppo procede, costeggiando il lago, verso Stresa per l’appuntamento con Andrea e Vania alias Andy72.
Forse per la voglia di godermi appieno il paesaggio che ci circonda e, ad essere sincera, anche per la pigrizia di sfilare le mani dai guanti riscaldati, non scatto neanche una foto del tragitto di andata e …ora me ne pento!
Eccoli Andrea e Vania che ci aspettano nel punto più soleggiato dell’imbarcadero con il loro Gilera Nexus dotato di una marmitta davvero ron-ronbante!!
Con i saluti ne approfittiamo per scaldarci al sole e, basta poco, per vederne di belle: qualcuno, senza fare nomi, mangiucchia dei panini preparati a doc, qualcun’altro mostra, senza veli, i più disparati e impensati capi di abbigliamento, tecnico e non, adottati per l’uscita… e finalmente si dà inizio anche alle foto!

Il gruppo a questo punto si divide in due fazioni gli SCOOTER e gli ADVENTURE, dalle foto capirete la divisione.
Il gruppo Adventure, parcheggiati i mezzi sotto gli alberi e spogliati dalle armature, si mette in fila per prendere la funivia Stresa- Mottarone, e subito siamo alla ricerca di Paolo che temerario com’è si è nascosto nel bagno (poverino ha paura di tutto quello che si alza da terra).
Con la funivia raggiungiamo quota mt.1491 dopo un tragitto di 3020metri ed un dislivello di 582 metri, la cima del Mottarone, la montagna dei “Por Crist” nel senso che alcuni anni fa andava solo chi non si poteva permettere le montagne lontane.
Scesi dalla funivia per raggiungere le piste, anzi la neve, camminiamo per un po’ con nelle orecchie la solita vocina che dice “ma io non ce la faccio più…troppa salita non sono abituata a camminare tanto” Indovinate chi è??????
E finalmente dopo aver attraversato nel vero senso della parola tre piste in ordine dalla Baby alla Nera, con sciatori che incuranti di noi, sfrecciavano da tutte le parti, ma noi li curavamo, siamo giunti sulla la neve senza però il sole tanto agognato dalle donzelle, anzi c’è un po’ di vento che rompe le scatole e raffredda le ossa. Mangiati i panini portati da casa, se no che “Por Crist” siamo, i bambini hanno cominciato a giocare con la neve, buttandosi sul manto bianco e fresco. Il tragitto di ritorno è stata una bella impresa perché per arrivare alla funivia si doveva ripassare in mezzo alle piste con gente che ancora ci sfrecciava a destra e a sinistra.
Il ritorno sulla funivia è stato ancora più bello, non fosse altro per gli squilli dei cellulari di qualcuno che voleva farci la sorpresa e ci aspettava all’arrivo, e si era spaventato perché non ci vedeva e non riusciva a contattarci.
Nel frattempo in funivia nelle orecchie avevamo…. Non la solita vocina quella dormiva attaccata al vetro, ma una ancora più fastidiosa proveniente dall’Est, cioè tre “graziose” Zarine che contemporaneamente parlavano nel loro idioma “da da da”, abbiamo capito da chi hanno preso l’idea le Kessler.
Alla stazione funiviaria c’era ad attenderci dietro ad una palma il nostro amico Vespaio, che ci attendeva da un po’ visto che noi come sempre ce la siamo presa comoda.
Molto gentilmente l’amico Vespa ha voluto, portafoglio alla mano offrirci qualcosa per scaldarci e noi per ricambiare gli abbiamo donato un paio di scaldini per le mani (ahahahahaha!!!!!!!!!!!) Ves se vuoi, per domenica prossima a pranzo te ne portiamo due così rimaniamo fuori a mangiare.

Su consiglio dei “padroni di casa” Andrea e Vania, il gruppo “Scooter” invece si dirige dapprima a rifocillarsi in un ristorantino/pub niente male (N.B. dopo la cena di Natale Andy e Vania hanno inquadrato benissimo i nostri standard culinari!) e poi al Sacro Monte di Ghiffa.
La stretta salita a curve, ciottoli prima e asfalto dopo, che conduce al Sacro Monte lascia intravedere, qua e là fra case e alberi, uno scenario da cartolina: che fortuna essere zavorrina e potersi godere ogni particolare del viaggio!
Ma chi avrebbe mai pensato che a pochi passi dal traffico domenicale del lungolago c’è un piccolo paradiso?
Il sole brilla alto e indisturbato nel cielo, l’aria è straordinariamente calda (il termometro del nostro mezzo indica 20.5°C!!!) e il silenzio, la pace di questo luogo pervadono corpo, mente e anima, gli occhi si riempiono di immenso nel vedere la vastità del Lago Maggiore …e il pensiero va lontano…
E’ impossibile non scattare foto, rivederle sarà come rivivere questa magica atmosfera e magari riusciremo a trasmettere questa sensazione anche agli amici che ci seguono sul forum.
Appagato il gruppo si rimette in sella per unirsi verso le 16.00 al gruppo “adventure”: W SCOOTER ADVENTURE!!!
Ad un tratto Laura non si sa da dove, ma per noi il suo zaino è come le tasche di Eta-Beta, ha tirato fuori una scatola di biscotti, Ves per i biscotti potevi contraccambiare con la cena!!!!
Mentre chiacchieriamo, e per fortuna sua aveva già pagato, sono arrivati quelli di SCOOTER e riunitici in SCOOTERADVENTURE più che mai, ci siamo salutati e diretti verso le nostre magioni.
Sarebbe stato bello poter vivere entrambe le esperienze di questa uscita ma il tempo effettivo di queste giornate ancora brevi e fredde non ce lo ha permesso … com’è che mi sembra di non esserci mai separati??

by Federica – Big e Paolo

Savigliano (Cn)

20 Gennaio 2007

Nella sala conferenze stracolma di gente dell’hotel Granbaita è stato presentato il secondo libro dei racconti di viaggio dell’amico motociclista saviglianese Massimo “Ciocio” Cavallo intitolato “Il mondo sotto due ruote – 70.000 km attraverso i cinque continenti” che narra dei suoi viaggi in moto attraverso Patagonia, Australia, Mali, Senegal, tunisia e “Progetto mediterraneo a sinistra”.

Una delegazione di Scooter Adventure ha partecipato all’evento seguito poi dalla presentazione del nuovo catalogo 2007 di Passione Avventura e dalla cena in compagnia di tutti gli amici di Ciocio.

Sotto qualche foto scattata durante la presentazione…

Inoltre abbiamo la possibilità di avere in anteprima delle copie del libro, se qualcuno fosse interessato ci può contattare all’indirizzo: info@scooteradventure.it